I vitigni




Le coltivazioni
La latitudine, la vicinanza al mare, l’esposizione al sole, l’origine vulcanica del territorio rendono i Campi Flegrei una terra fertile e adatta alla coltivazione.
Le continue eruzioni succedutesi nei secoli hanno arricchito i terreni di ceneri e lapilli, microelementi, tufi e pomici, che conferiscono ai frutti che vi si coltivano sapori e fragranze del tutto particolari e danno vita a due grandi vitigni: Falanghina e Piedirosso.
Le viti che caratterizzano il paesaggio delle collinette flegree (Scalandrone, Reginella, Gerolomini, Monte di Procida) danno uve croccanti, profumate, ricche di zuccheri.
Su tutte la Falanghina, a buccia bianca e Piedirosso, a buccia nera.

I vitigni
  • I Vitigni autoctoni
    La Falanghina deve il suo nome al termine greco-latino "falange", cioè palo utilizzato per appoggiare i ceppi di vite, poichè la caratteristica della viticoltura flegrea è quella della vite attaccata al palo. E’ un vitigno che nasce e prospera su terreni vulcanici.
    La Falanghina è oggi uno dei più pregiati e apprezzati vini bianchi DOC della Campania.

    Il Piedirosso o "Per'e Palummo" deve il suo nome al graspo rosso che ricorda il colore delle zampette dei colombi.
    Il Piedirosso è un vitigno esclusivamente campano e la sua origine è molto antica. E’ il più diffuso nell’intera regione e in particolare nelle aree vulcaniche della provincia di Napoli. Come la Falanghina è uno dei più pregiati e apprezzati vini rossi DOC dei Campi Flegrei.
    "il piede palombo, uva ancora nera, ma alquanto rada negli acini, i piccioli dè quali rosseggiano come i piedi dè colombi" 1804 Colummella

  • Altri Vitigni
    Coda di volpe è un vitigno tipicamente campano e si trova soprattutto in provincia di Napoli, Avellino e Benevento e deve il suo caratteristico nome alla forma particolare del grappolo che ricorda appunto la coda di una volpe.

    L'Aglianico grazie al territorio di origine vulcanica, all’altezza e al clima favorevoli, è riuscito nel tempo ad esprimere il meglio di sé, diventando il più importante e diffuso vitigno a bacca rossa della regione, che ci regala grandi vini rossi particolarmente adatti all’invecchiamento. Usato nel passato come vino da taglio, l’Aglianico viene oggi vinificato in purezza, o quasi, in tutti i più importanti vini della Campania.

  • Greco di Tufo DOCG
    Zona di produzione e storia
    Zona di produzione del Greco di Tufo: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, in provincia di Avellino.
    Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di "Ferrovia del vino".
    Il vitigno più antico dell'Avellinese è senza dubbio il Greco di Tufo, da cui si ricava l'omonimo vino, importato dalla regione greca della Tessaglia, dai Pelagi.
    La conferma dell'origine millenaria di questa vite è data dal ritrovamento a Pompei di un affresco risalente al I secolo a.C. dove si menziona esplicitamente il "vino Greco". La coltivazione del vitigno Greco fu diffusa all'inizio sulle pendici del Vesuvio e successivamente in altre zone della in provincia di Avellino, dove prese il nome di Greco di Tufo.
  • Fiano di Avellino
    Zona di produzione e storia: intero territorio dei comuni Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino, in provincia di Avellino.
    Il ruolo dell'Irpinia nella storia della viticoltura campana era talmente rilevante che alla linea ferroviaria Avellino Rocchetta Sant'Antonio venne dato il nome di "Ferrovia del vino".
    Il Fiano è l’antico vitigno campano che i latini indicavano con il nome (Vitis Apiana) per via della dolcezza delle sue uve che attiravano le api. La sua matrice ampelografica lo conduce a varietà elleniche del periodo della Magna Grecia. Il Vino da esso prodotto era apprezzatissimo da consoli e imperatori romani ed ancora oggi gode fama di essere uno dei migliori bianchi d’Italia per via della sua struttura e straordinaria finezza ed anche in terra siciliana dimostra tutta la sua esuberanza.
Lacryma Christi Rosso D.O.C.

colore rosso intenso, al naso presenta evidenti note speziate
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